“La cultura della cura come percorso di pace”: è il tema che papa Francesco ci affida per la 54 giornata mondiale della pace che vivremo il prossimo 1 gennaio.

“La missione di Gesù, che egli proclama nella sinagoga di Narareth (Lc 4,16-21), è “portare ai poveri il lieto annuncio; proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; mettere in libertà gli oppressi” perché “Gesù è il buon pastore che si prende cura delle pecore, il buon samaritano che si china sull’uomo ferito e che suggella la cura offrendosi sulla croce e liberandoci dalla schiavitù del peccato e della morte”.

La dottrina sociale della chiesa offre a tutti la “grammatica della cura” in quattro principi: “Promozione della dignità di ogni persona; solidarietà con i poveri e indifesi; sollecitudine per il bene comune; salvaguardia del creato”.

E’ fondamentale che la “cultura della cura” nasca in famiglia, si sviluppi nella scuola, nell’università nei media. Conclude il papa: “Non può esserci pace senza la cultura della cura, un impegno a interessarsi alla compassione, alla riconciliazione, al rispetto mutuo e all’ accoglienza”.
Guardiamo alla Vergine Maria “Stella del mare e Madre della speranza per avanzare verso un nuovo orizzonte di amore, pace, fraternità, solidarietà, sostegno, accoglienza. Non cediamo alla tentazione di disinteressarci degli altri, specie dei più deboli; non abituiamoci a voltare lo sguardo; impegniamoci a formare una comunità di fratelli che si accolgono e si prendono cura gli uni degli altri”.

Nell’augurarci “buon anno” impegniamoci veramente a “prenderci cura” di noi stessi, degli altri e del creato! Per approfondire il messaggio del Papa clicca qui

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